10 dicembre 1874: Pinerolo progetta una ferrovia in Val Chisone

«Allo stato attuale delle cose, il mezzo più pratico che si presenti per Pinerolo di mettersi in comunicazione col movimento commerciale d'Europa è una ferrovia che per la valle del Chisone tenda a Cesanne (Cesana, ndr) e a Briançon».
La frase è contenuta in un'ampia relazione dell'ingegnere Giuseppe Giuliano, promotore di una ferrovia internazionale che, da Pinerolo, valicasse le Alpi dopo aver percorso tutta la Val Chisone. Nell'idea del progettista, questa linea avrebbe dovuto essere un segmento – il più importante e complesso – del collegamento tra Torino e Marsiglia.
Non fu una semplice chimera, ma un'iniziativa che ebbe il forte sostegno politico della città di Pinerolo, in un'epoca in cui lo sviluppo ferroviario era intenso e cambiava i destini economici dei territori.
Il 10 dicembre 1874 nacque a Pinerolo un'apposita commissione, presieduta dal sindaco Giorgio Davico, con lo scopo di promuovere la ferrovia Pinerolo-Briançon, chiedendo a tutti i Comuni del circondario un contributo di cinque centesimi per abitante per concorrere alle spese.
Il progetto prevedeva 65 chilometri in territorio italiano: 15 tra Pinerolo e Villar Perosa, 5 tra Villar Perosa e Perosa, 16 tra Perosa e Fenestrelle, 5 tra Fenestrelle e Pourrieres, 10 tra Pourrieres e Traverse; poi 6 in galleria sotto il Colle di Sestrieres e 8 tra Sauze de Cesanne (Sauze di Cesana) e il Monginevro.
«La linea di ferrovia si sviluppa sulla sinistra del Chisone fino a Porte, quindi percorre la sponda destra del torrente fin oltre S. Germano (…) – scriveva l'ingegner Giuliano –. Il secondo tratto si sviluppa lungo la sponda sinistra del Chisone, ed arriva sull'alto dell'abitato di Perosa. Non vi si riscontrano opere d'arte rimarchevoli». I problemi tecnici sorgevano nel tratto successivo e il promotore non escludeva la necessità di «qualche breve tratto di galleria fino a Villaretto, dove converrà passare sul fianco destro, mediante un viadotto». E ancora: «Nel tratto tra Fenestrelle e Pourrieres s'incontreranno probabilmente due gallerie di mille metri ciascuna e quattro viadotti di diversa importanza, e quindi la ferrovia si aprirà in terreno facile ed aperto sui rimanenti 10 chilometri per arrivare all'imbocco della galleria del colle di Sestrieres (…). La galleria posta a metri 1600 sul mare avrà la lunghezza di circa sei chilometri».
Il costo stimato dell'opera complessiva, da Pinerolo a Cesana, comprensivo d'interessi, era stimato da Giuliano in 24.200.000 lire. Un investimento importante, che però – stando ai promotori – veniva compensato dal «movimento delle popolazioni locali verso Pinerolo e Cesana», dal «trasporto di prodotti limitato ai luoghi percorsi dalla ferrovia» e dal «commercio e (…) movimento internazionale».
L'ingegner Giuliano esaltò l'importanza della ferrovia «per il miglioramento delle condizioni economiche della Città di Pinerolo». Il sindaco Davico concordava. Ma il progetto rimase nel cassetto per anni, salvo essere riproposto – sempre da Giuliano – nel 1900, ancora una volta invano.

Fonti: Documenti originali conservati presso la Biblioteca Alliaudi di Pinerolo.

Immagine: Il progetto dell'ingegner Giuliano, conservato nel cassetto per decenni e proposto sia nel 1874 sia nel 1900.

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