10 settembre 1823: il giovane Cavour tra Pinerolo e la Val Pellice

Camillo Benso conte di Cavour aveva appena 13 anni, quando visitò Pinerolo e la Val Pellice. Allievo dell’Accademia militare di Torino, prese parte a un cosiddetto “passeggio militare” nelle Alpi Cozie. I giovani accademisti, divisi in tre drappelli, erano partiti il 2 settembre dalla città alla volta di Pinerolo, attraverso la strada di Stupinigi. Avrebbero viaggiato fino al 29 settembre, visitando luoghi e fortificazioni delle nostre Alpi.
Camillo descrisse l’esperienza in una relazione che fu giudicata «sufficiente» dai suoi insegnanti.
Di Pinerolo – dove soggiornò per alcuni giorni a Monte Oliveto – scrisse (in francese, la traduzione è nostra): «Questa città è abbastanza bella. Situata sul retro di una collina, offre al viaggiatore un gradevole spettacolo. La piazza d’armi e i quartieri militari sono rimarchevoli, questa città abbonda di lanifici e setifici; ci sono anche numerose fabbriche di carta».
Dopo aver visitato la Val Perosa, Fenestrelle e l’alta Val Susa, Cavour fece ritorno a Pinerolo. Il 10 lasciò nuovamente la città, insieme ai compagni di Accademia, alla volta della Val Pellice: «Abbiamo imboccato la strada di Latour (cioè Torre Pellice, ndr), prima di arrivaci si passa per Bricherasio, grande e bel villaggio. Latour è situata all’entrata della valle che porta il suo nome, [ed è] il capoluogo dei Valdesi, protestanti della setta di Calvino (sic), che hanno tanto sofferto per la loro religione. Le valdesi si distinguono dalle cattoliche per un nastro che portano sul cappello. I loro templi sono secondo i dettami di Calvino privi d’ornamenti. Il villaggio di Latour è abbastanza commerciale e piuttosto bello, nonostante non sia molto grande. La valle è molto fertile di vigne, di grano e di frumento».
Camillo salì al colle della Croce per recarsi in Francia. Descrive il suo passaggio nei villaggi di Villar e Bobi, nonché l’inizio del cammino nei pressi di una «superba cascata. Più lontano si vedono le rovine del famoso forte di Miraboux (sic), che i francesi, dopo averlo preso per via del tradimento del comandante piemontese, fecero saltare dopo la sfortunata battaglia di Verona».
Cavour scrisse di aver camminato per cinque ore prima di giungere, con sorpresa, in un vallone coltivato «dove si trova un pessimo albergo e diverse case di pastori. Noi vi abbiamo dormito, nonostante vi fossimo alloggiati molto male».
Rientrati a Torre, gli accademici si diressero in seguito a Barge.

Fonte: Lettere edite ed inedite di Camillo Cavour, raccolte e illustrate da Luigi Chiaia, volume 5.

Immagine: Un ritratto giovanile di Camillo Benso e, a destra, il volume di Luigi Chiaia in cui sono raccolti scritti e lettere del conte di Cavour.

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