12 marzo 1868: Tonello, il diplomatico che cercò di convincere Pio IX

Il 12 marzo 1868 veniva nominato Senatore del Regno Michelangelo Tonello, uno dei più celebri figli di San Secondo di Pinerolo: un riconoscimento da parte di Vittorio Emanuele II per i servigi resi dal celebre avvocato e giurista, esperto di Diritto canonico. Tonello era stato infatti incaricato di una delicatissima missione: tentare di trovare un accordo con Papa Pio IX per limitare il potere temporale della Chiesa cattolica a favore del neonato Regno d’Italia. La “missione Tonello” non raggiunse l’obiettivo prefissato, ma consentì di sottoscrivere alcuni accordi, ad esempio su dogane, poste e passaporti. La sua paziente opera diplomatica fu poi spazzata via, il 20 settembre 1870, dalla presa di Roma da parte dell’esercito sabaudo.
Michelangelo Tonello era nato a San Secondo il 29 maggio 1800, da Carlo e Caterina Maria Labey. Laureatosi in Legge all’Università di Torino, vi assunse – a 36 anni – la cattedra di Istituzioni canoniche. Nel 1844 divenne professore di Diritto canonico e, due anni dopo, di Diritto romano. Fu rettore dell’Ateneo torinese tra il 1857 e il 1859.
Le sue competenze in materia giuridica lo resero un prezioso consulente per Casa Savoia. Fu tra gli esperti consultati da re Carlo Alberto prima di promulgare le concessioni politiche del 1848, tra cui le Lettere Patenti rivolte ai valdesi.
Parallelamente, Tonello svolse la professione di magistrato (fu giudice nel Tribunale supremo di guerra) e fece una brillante carriera politico-diplomatica: consigliere di Stato dal 1852 al 1872, deputato per due Legislature al Parlamento subalpino, fu segretario generale del Ministero della Pubblica Istruzione.
Dopo l’Unità d’Italia, restava da risolvere la spinosa questione romana. Il presidente del Consiglio Bettino Ricasoli auspicava una soluzione diplomatica e considerò che l’unica figura in grado di ottenere qualcosa dal pontefice potesse essere proprio Michelangelo Tonello. Questi, infatti, godeva di ampia stima presso la Santa Sede. A nulla, però, valsero le proposte di conciliazione: il Papa non intendeva rinunciare al potere temporale, neppure a fronte della garanzia della più ampia indipendenza dal Regno d’Italia. L’argomento non fu neppure messo in discussione.
La “missione Tonello” si protrasse per alcuni mesi, dal 10 dicembre 1866 al 31 marzo 1867. Il giurista di San Secondo tornò temporaneamente in Piemonte, per poi fare il suo ingresso in Senato – il 12 marzo 1868 – nella sede di Palazzo della Signoria a Firenze, all’epoca capitale d’Italia.
Michelangelo Tonello si spense a Torino il 2 dicembre 1879.

Fonti: Miscellanea Historiae Pontificiae, vol. XXV; Paolo Cozzo, Michelangelo Tonello, in San Secondo Notizie del Dicembre 2010; www.senato.it.

Foto: La Basilica di San Pietro in una cartolina risalente all’epoca della “missione Tonello”.

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