13 gennaio 1906: Midana, già sindaco di Pinerolo, scivola e muore a Roccapiatta

Quando morì tragicamente, il 13 gennaio 1906, Achille Midana era una persona molto nota: avvocato, dedito alla politica e al bene comune, era stato – nel 1889 – il primo sindaco eletto di Pinerolo (in precedenza erano di nomina regia). Lo avevano scelto, al loro interno, 22 consiglieri comunali su 30: ed era stata un'importante novità.

Midana era nato a Pinerolo il 25 luglio 1856 (per quanto la lapide apposta in sua memoria sulla sua casa natale, in corso Torino, riporti la data del 1864) e si era laureato in Giurisprudenza, all'Università torinese, nel 1878. Dopo aver esercitato la professione per qualche tempo, preferì dedicarsi all'amministrazione della cosa pubblica: consigliere comunale di Pinerolo dal luglio 1882, assessore tra il 1884 e il 1887, ricoprì l'incarico di sindaco a due riprese: dal 18 novembre 1889 al 27 ottobre 1893 e dal 7 luglio 1899 al settembre 1900. Persona di grande operosità e di forte carattere, portò il suo contributo in moltissime istituzioni cittadine: dalla Congregazione di Carità al Collegio Convitto, dal Monte Pio al Teatro Sociale.

Morì mentre si dedicava a una sua passione: la caccia. Una passione che interpretava – naturalmente – con lo spirito dell'amministratore: presidente dell'Unione Cacciatori Pinerolesi, era impegnato personalmente nel ripopolamento del Pinerolese e delle sue valli. Nel gennaio 1906 erano giunte a Pinerolo trenta pernici provenienti dalla Boemia: in particolare dalla ditta Franz Horacek di Martinitz-Starkenbach (oggi Jilemnice, in Repubblica Ceca). Il 13 Midana era partito in tarda mattinata, da solo, portando con sé sei di queste pernici: programmava di metterle in libertà sulle alture tra Roccapiatta (Prarostino) ed Angrogna. Prese il tram della Val Chisone, scese al Malanaggio e si avviò a piedi verso la Turina (San Germano), da dove salì a Roccapiatta. Nei pressi della borgata Cardon chiese a due contadini quale fosse la strada per Angrogna. I contadini – stando alla cronaca de La Lanterna pinerolese – «lo seguirono collo sguardo per mezz'ora, lo videro avviarsi frettolosamente per la strada e ad un punto ove scende in lieve pendio lo videro cadere innanzi bocconi e quindi rotolare su sé stesso per circa due metri. Intesero un grido, e presaghi di qualche sventura, accorsero sollecitamente». Midana era scivolato su un lastrone di ghiaccio e, per via delle gabbie che portava con sé, non aveva potuto proteggersi con le mani, battendo la testa su una grossa pietra. Era ancora vivo. Trasportato in una stalla, ebbe ancora la forza di pregare i borghigiani di liberare le pernici. Poi, in serata, spirò.

La notizia si diffuse a Pinerolo e in tutto il circondario. Midana non era sposato. Lo piansero il fratello e le sorelle e, con loro, l'intera città. I funerali «furono imponentissimi, e riescirono (sic) una profonda grandiosa dimostrazione di quanto fosse da tutti sentita la perdita di un uomo che era tanta e così simpatica parte della cittadinanza nostra», scrisse il cronista de La Lanterna pinerolese. «Vittima del suo ardimento (…) – lo definì Ernesto Bosio, che gli era succeduto nell'incarico di sindaco di Pinerolo –, si spense nell'esercizio di un dovere ch'Egli, non curante di sé, si era voluto imporre, trasportato da un ideale che lo aveva tutto assorbito sino all'entusiasmo».

Sul luogo della disgrazia, a Roccapiatta, fu eretto – pochi mesi dopo – un monumento commemorativo. La città di Pinerolo ha dedicato ad Achille Midana una via.

 

Immagine: La lapide posta all'ingresso della casa di corso Torino a Pinerolo che diede i Natali ad Achille Midana.

Fonti: La Lanterna pinerolese del 20 gennaio 1906; La Lanterna pinerolese del 23 novembre 1889; Archivio storico Università di Torino.

2 Responses

  1. Petr Penicka ha detto:

    Hi, I am from above mentioned Martinitz-Strarkenbach, Czech Republic. Martinitz (today Martinice v Krkonosich) is a small willage near to Jilemnice (Starkenbach). Comapany Horacek was delivering live animals around Europe, I know it from postcards, but here it is first time I can read it in such a real historical story. Thank you. Petr Penicka

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