23 aprile 1842: madame Muston, fantasia in cucina a Bobbio

Quando fu colta da emorragia cerebrale, il 23 aprile 1842, mentre stendeva il bucato a Bobbio Pellice, Madeleine Jahier Muston, aveva 53 anni. La sua vita era stata quella, laboriosa, di una devota moglie e madre. Sposa di Georges Muston – pastore a Bobbio Pellice dal 1809, anno del loro matrimonio – aveva avuto ben sei figli: Jean Baptiste Alexis, David Joseph Emile, Pauline Madeleine Elisabeth, Marie Madeleine Emilie, Georges Auguste e Jean Isaac Theophile. Con il primogenito Alexis, in particolare, Madeleine aveva un legame profondo, che traspare da un fitto epistolario che abbraccia molti anni: da quelli degli studi teologici del figlio a Losanna e Strasburgo fino a quelli dell’esilio di Alexis, costretto a riparare in Francia nel 1835 perché accusato dalle autorità sabaude di aver stampato la sua tesi all’estero senza autorizzazione.
Donna di grande fede, esponente di una famiglia che da secoli offriva pastori alla Chiesa valdese, madame Muston, originaria di San Giovanni, è stata riscoperta recentemente come cuoca straordinaria. Il suo prezioso cahier de cuisine (quaderno di cucina), datato 1809, è stato pubblicato dall’editrice Claudiana a cura di Walter e Jean David Eynard. Un ricettario strabiliante, curato con dovizia di particolari e dotato perfino di indice, che rivela una personalità spiccata e doti non comuni. Nella prefazione al libro, Gabriella Ballesio osserva come Madeleine abbia avuto ospiti a pranzo o a cena, «oltre ai viaggiatori stranieri di passaggio alle valli, personaggi quali l’ambasciatore prussiano presso la corte sabauda Waldburg-Truchsess, il colonnello Beckwith, i professori del Collegio, il moderatore e i membri della Tavola valdese». E tutti assaggiarono i manicaretti della moglie del pastore di Bobbio, in cui i sapori tipici della cucina delle valli erano esaltati da ingredienti del tutto inattesi: carciofi, limoni, arance e spezie, acquistati evidentemente dai mercanti che battevano la Via del Sale.
L’abilità di Madeleine era stata affinata fin dagli anni della fanciullezza, grazie alla conoscenza delle erbe officinali che il padre Jean Baptiste Jahier miscelava nella sua farmacia di Torre Pellice.
Nel ricettario, introdotto da minuziosi consigli sulla cura dell’orto e sulla raccolta delle piante, si trovano piatti come il pesce in salsa bianca, l’insalata di coniglio al cumino selvatico, lo spezzatino d’oca, il budino di pane raffermo, la mousse ai fiori di lavanda, le uova al caffè.

Fonti: Madeleine Muston-Jahier, Cahier de cuisine. Un ricettario del 1809, a cura di Walter e Jean David Eynard, Claudiana; Dizionario biografico dei Protestanti in Italia.

Foto: La chiesa valdese di Bobbio in un’incisione realizzata attorno al 1830 dall’inglese Robert Brandard, da un soggetto di W.H. Bartlett.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *