24 settembre 1844: re Carlo Alberto inaugura il Priorato di Torre Pellice

La comunità cattolica di Torre Pellice, o meglio La Tour, disponeva di una chiesa sin dalla fine del XIV Secolo: si trovava dove oggi sorge la Scuola Mauriziana ma aveva subito nel corso del tempo gravi danni. Il progetto di una nuova chiesa fu inviato a Roma per la sua approvazione nel 1839. L’anno successivo – con le Patenti dell’8 maggio 1840 – anche re Carlo Alberto diede il suo benestare e poterono così cominciare i lavori.
Il luogo prescelto per l’edificazione fu individuato poco a valle, nel punto dove un tempo sorgeva un mulino. Non sarebbe stata una semplice parrocchia ma un Priorato Mauriziano. D’altro canto, i promotori erano importanti esponenti dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro: Carlo Alberto era Generale Gran Mastro e il Vescovo di Pinerolo, l’abate Andrea Charvaz, era Cavaliere Gran Cordone.
Per accogliere degnamente il Re, si stabilì di cambiare radicalmente l’ingresso del paese, sostituendo il precario ponte di legno sull’Angrogna con un attraversamento in muratura. Carlo Alberto, dal canto suo, destinò 6.000 franchi a quest’opera, che andava a beneficio di tutta la collettività.
La consacrazione della nuova chiesa avvenne, alla presenza del Vescovo, domenica 22 settembre 1844. Ma la festa ecclesiastica divenne civile e popolare due giorni dopo, quando in paese giunse nientemeno che il re.
Partito da Torino alle 5,30 del mattino, Carlo Alberto approdò a Pinerolo alle 8,30 e procedette per Bricherasio, «ove Egli degnavasi di gradire una colezione (sic) che il sig. conte titolato di quel luogo aveva avuto l’onore di offrire a S.M. (…) Nel partire da Bricherasio per Torre, S.M. avviavasi per la nuova, più bella e più corta strada, che da quel luogo mette a Torre. La nuova strada da Bricherasio a Torre veniva così, sotto ai più fausti auspicii, l’altr’ieri felicemente inaugurata».
La visita a Torre Pellice era stata programmata nel dettaglio: «Sua Maestà si propone di giungere in Torre circa le 11 del mattino – si legge in un documento custodito presso l’Archivio vescovile di Pinerolo –. Le carrozze della Corte si soffermeranno sulla Piazzetta da cui partono due strade, una detta del forte, l’altra che mette all’antica Chiesa Parrocchiale». Carlo Alberto fu accolto dal Primo Segretario del Gran Magistero e dalle Autorità provinciali e locali. La funzione religiosa si svolse sia nella vecchia che nella nuova chiesa. Il re visitò poi il Convitto annesso e concesse al Priore e al Sindaco la somma di 2.000 lire, dando mandato di distribuire «minute limosine agli accattoni».
Il vescovo, monsignor Charvaz, pronunciò l’omelia in francese, paragonando Carlo Alberto a re Salomone. Ci fu anche un accenno ai «nostri cari fratelli separati», cioè la comunità valdese, e Charvaz parlò di «sincera benevolenza e di compassionevole carità» nei loro confronti da parte degli ecclesiastici «di cui si compone questa nuova istituzione».
La visita del re fu una festa per tutti, a prescindere dalla fede, tanto che la collettività volle ricordare l’evento mediante la costruzione di una fontana monumentale. Venuto a sapere del progetto, Carlo Alberto desiderò sobbarcarsi l’onere della realizzazione: la fontana fu inaugurata in occasione del primo anniversario della visita e, per 85 anni, fece bella mostra di sé accanto all’ingresso della nuova chiesa. Il suo trasferimento nella posizione attuale, all’interno del giardino prospicente il Priorato, avvenne solo nel 1930.
Nel primo pomeriggio del 24 settembre 1844 il re lasciò Torre Luserna, com’era chiamata all’epoca Torre Pellice, per recarsi a Luserna, dove fu accolto da una gran folla, dallo sparo dei mortai, da «scelte sinfonie» e naturalmente dai signori Luserna d’Angrogna, nel cui palazzo incontrò il Consiglio comunale e i membri della Tavola valdese.

Immagine: vecchia cartolina in cui si può apprezzare la collocazione originaria della fontana in ricordo della visita di Carlo Alberto.

Fonti: Gazzetta piemontese, 26 settembre 1844; Gazzetta piemontese, 27 settembre 1844; 24 settembre 1844: apertura del Priorato di Torre, 1997, Stilgraf.

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