28 maggio 1700: i Savoia ricostituiscono il Senato di Pinerolo

«Essendoci pervenuta la Città e Terre di Pinerolo […], dobbiamo in conseguenza provvedere di soggetti capaci, che in essa vi amministrino la giustitia, et havendo ricevute informationi del sapere, probità, e rettitudine degl’Officiali, che hoggidì compongono il Consiglio superiore in detta Città residente, et insieme della soddisfatione e vantaggio, che può risultarne a’ nostri Popoli soggetti al ressorto d’esso Conseglio nell’eleggersi da Noi l’istessi Officiali per continuare le fontioni, che facevano nel medemo in tempo della tenuta della Corona di Francia».
Con queste parole Vittorio Amedeo – duca di Savoia, principe di Piemonte, re di Cipro –ricostituisce il 28 maggio 1700 il Consiglio superiore di Pinerolo (altrimenti detto Senato), una sorta di corte suprema che si occupa di tutte «le cause civili, criminali e miste». Non è previsto appello, salvo eventuali richieste di revisione dirette al duca. La giurisdizione è estesa alle «Terre et Valli di Luserna, Perousa, San Martino, San Bartolomeo, Prarostino, Roccapiatta, Garsigliana, Bubiana, Campiglione, Finile, S. Secondo, Bricherasio, Osasco, Macello, Buriasco inferiore, Frossasco con suo mandamento, et tutte le loro dipendenze».
Fanno parte del Consiglio superiore esponenti di storiche famiglie pinerolesi: Brunetta, Bianchis, Armandis, Pavia di Scandeluzza, Cardonati, Lanteri…
Il 28 maggio 1700 la città è da poco tornata sotto controllo sabaudo, riconquistata da Vittorio Amedeo II ai danni del Re Sole. Il trattato sottoscritto nell’agosto 1696 aveva concluso la seconda dominazione francese (iniziata nel 1630) e il volto dei Pinerolo era radicalmente cambiato: l’accordo, infatti, aveva imposto la distruzione della cittadella, del castello e della gran parte delle fortificazioni. La città, di conseguenza, aveva perso il ruolo di fortezza, accentuando al contempo la sua vocazione mercantile ed espansiva. Dopo tante battaglie, il XVIII Secolo si prospetta un periodo di pace e di prosperità economica.
Il Senato di Pinerolo – che dal 1713 estenderà la sua giurisdizione anche su Pragelato e l’alta Valle di Susa – sarà abolito il 5 ottobre 1729, quando i suoi poteri saranno trasferiti al Senato del Piemonte.

Fonte: Raccolta per ordine di materie delle Leggi, Editti, Manifesti… compilata dall’avvocato Felice Amato Duboin, Torino, 1826.

Immagine: La cittadella di Pinerolo distrutta al passaggio della città dai francesi ai Savoia.

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