3 dicembre 1559: Cuneo diventa Città grazie… a Luserna

Con un "diploma" datato 3 dicembre 1559, Emanuele Filiberto, principe di Piemonte, conferì a Cuneo il titolo di Città e numerosi privilegi: un atto che ne riconobbe le virtù di fedeltà e di sopportazione (sullo stemma della nuova Città, oltre ai simboli di Casa Savoia, fu aggiunto tra due rami di palma il motto "Ferendo", cioè "sopportando"), per aver resistito eroicamente all'assedio francese del 1557.
In questa storia molto cuneese ebbero un ruolo di primissimo piano – su opposti schieramenti – due personaggi molto legati al nostro territorio: Carlo Manfredi Luserna d'Angrogna e Gerolamo Giuseppe Porporato.
Ma facciamo un passo indietro, per capire il contesto in cui avvenne lo storico assedio. La penisola italiana era stata teatro, sin dal 1494, di ben otto conflitti consecutivi tra le potenze europee: Francia, Spagna, Sacro Romano Impero, Austria. Gli unici Stati italiani che mantennero una certa autonomia furono il Ducato di Savoia, la Repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio.
Nel 1557 Enrico II, re di Francia, ottenuto il favore del nuovo papa Paolo IV, tentò di risolvere a suo favore l'eterno conflitto con la Spagna (e con il suo attuale sovrano Filippo II), ma dovette subire una grave battuta d'arresto alle porte di Cuneo. Dal 2 maggio al 27 giugno, per 56 giorni, 20.000 francesi guidati dal maresciallo Carlo I di Cossé, conte di Brissac, dotati di 1.500 cavalli e di numerosi pezzi d'artiglieria, posero l'assedio alla villa cuneese, presidiata da appena 600 soldati. L'eroica difesa, cui presero parte mille cittadini volontari, fu guidata da Carlo Manfredi Luserna d'Angrogna, nominato Governatore di Cuneo nel 1556 dal duca Emanuele Filiberto di Savoia. Nato a Torino nel 1508 o nel 1510, laureato in Diritto civile a Padova, Carlo era già stato ambasciatore sabaudo a Milano e presso il papa. La sua fedeltà ai Savoia lo aveva posto in conflitto con gli altri rami della famiglia, in particolare con i Luserna Rorengo, che erano schierati con i francesi al punto da assassinare il fratello di Carlo, Giovan Francesco, nel castello di Luserna.
Divenuto Governatore di Cuneo, Carlo Manfredi Luserna d'Angrogna vi si trasferì con la moglie Beatrice di Savoia Racconigi, e con i cinque figli. All'inizio del 1557 nacque il sesto (secondo maschio), chiamato Emanuele Filiberto in onore del duca. Il neonato fu posto a balia nel villaggio di Chiusa, nel Monregalese, ma qui, su suggerimento di Gerolamo Giuseppe Porporato, fu rapito dai francesi. Gerolamo Porporato, figlio di Giovan Francesco (cancelliere dei Savoia, a cui è intitolato il liceo classico di Pinerolo), già proprietario di una villa alle porte di Pinerolo detta "La Porporata" e senescalco di Saluzzo, era molto interessato ai feudi nella valle di Luserna: per questo era un alleato naturale dei francesi. Secondo alcune fonti, fu lui in persona – con l'aiuto del fratello Giovan Angelo – a sottrarre il bambino con la forza.
Il rapimento del piccolo Emanuele Filiberto Manfredi Luserna d'Angrogna fu un atto ardito e mirava a fiaccare la resistenza del Governatore: al contrario, però, stando a numerose ricostruzioni storiche, il gesto animò ulteriormente gli assediati e si narra che Beatrice di Savoia Racconigi, dalle mura, ebbe la forza di invitare i francesi a uccidere il bambino, tanto sarebbe stata in grado di generarne altri. Il contegno dei Manfredi Luserna e dei cuneesi misero in tale difficoltà i francesi che il maresciallo Brissac tolse l'assedio e restituì il neonato, destinato a diventare uomo d'arme e governatore della Val Pellice e della Val Chisone e, in seguito, di Cavour.
L'eroica resistenza di Cuneo precedette di poche settimane la battaglia decisiva di San Quintino, nelle Fiandre, e la fine delle ostilità, sancita dalla pace di Cateau-Cambrésis.

Fonti: Camillo Alliaudi, Notizie bibliografiche su Giovan Francesco Porporato da Pinerolo, gran cancelliere di Savoia, Pinerolo, Chiantore, 1866; Dizionario biografico degli Italiani, Treccani.

Immagine: La consegna del titolo di Città e dei relativi privilegi a Cuneo, avvenuta il 3 dicembre 1559. Dal sito www.comune.cuneo.gov.it.

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