30 aprile 1933: per 43 anni messo comunale a Bobbio

Quarantatré anni da messo comunale: aveva cominciato nel 1890, accompagnando la comunità di Bobbio Pellice nella belle époque, nell’età liberale, durante la Grande guerra, in occasione dell’avvento del fascismo e nel periodo del consolidamento del regime.
Lo chiamavano “Barba Gian Daniel”: un attestato di stima per Giovanni Daniele Bertinat, che domenica 30 aprile 1933 è festeggiato da tutto il paese in occasione del suo ritiro a vita privata.
Il banchetto popolare è allestito nelle vaste sale dell’Hotel Flora, sulla piazza principale, dove oggi sorge il Bar 1990: «Sono circa 150 persone, venute anche da Torre e da Villar, ma in gran parte popolazione nostra, accorsa, nonostante la crisi, a tributare la propria riconoscenza – racconta La voce del Pellice il 12 maggio 1933 –. Il sig. Bertinat siede fra il podestà ed il segretario, i suoi diretti superiori».
L’evento è ben rappresentativo del gusto dell’epoca: una robusta mangiata, poi, alla frutta, si dà «la stura ai discorsi». Sul petto di “Barba Gian Daniel” il podestà appunta una medaglia d’oro, offerta dalla popolazione. Poi tocca a Parvus, alias Alessandro Pasquet, per l’attesissima poesia composta per l’occasione:
L’è l’brass drit dël Segretari / L’è l’aiut dël Podestà; / A cônoss j sartafari / Scrit da quarant’ani n’sa. / Chiel a gira e chiel sa tut; / Ma però, fa sempre l’mut; / D’j servient à l’è l’môdel, / Barba l’Messo Gian Daniel!
Chial a fa la pôlissia; / Pìja la posta a la matin; / A l’di d’festa a fa la crìja / D’nans a tuti j sitadin; / Për mônté sul muraiet / A l’à mai pià l’scagnet! / L’è ncôr sviciô côm n’ôsel / Barba l’Messo Gian Daniel!
Quand che chiel a sparpaiava / Le bôlëtte dl’Esatôr, / Sôens la gen a lô guardava / Côm s’a fuss n’inquisitôr! / Gian Daniel n’a peul pà d’nen, / Se l’Gôvern a strens j fren! / Côl chìa torcia, a l’è nen chiel / L’è nen Barba Gian Daniel!

Chissà se il podestà o il segretario politico avranno avuto da ridire per questa blandissima critica al Governo!
L’articolo si conclude con un pizzico di rimpianto: «Mancherà d’ora innanzi sulla piazza di Bobbio, all’arrivo della corriera, una caratteristica figura, il magro profilo di Barba Gian Daniel che col berretto di messo sapeva assumere tutta l’autorità cui era investito».

Fonti: La voce del Pellice del 12 maggio 1933.

Foto: L’Hotel Flora, che ospitò il banchetto popolare.

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