30 giugno 1892: lo stabilimento dei bagni pubblici nel rio Moirano

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si diffuse, anche nel Pinerolese, la moda dei bagni pubblici: piccoli stabilimenti popolari dove si poteva fare il bagno come alle terme (anche se l'acqua utilizzata non aveva particolari qualità).

Il più importante stabilimento della zona era quello che sorgeva presso il Follone di Pinerolo e che apriva tutti gli anni alla fine di giugno. L'inaugurazione avvenne nel 1892. Così si esprimeva La Lanterna pinerolese del 9 luglio di quell'anno: «Notiamo con piacere che il Municipio, colla costruzione di pubblici bagni nel rio Moirano, presso al Follone, venga a soddisfare ad un desiderio da molto tempo sentito. All'uopo fu conclusa col lavandaio Merlo una convenzione durevole nove anni, obbligandosi questi a rimanere custode dello spogliatoio che il Municipio ha fatto costruire sulla riva destra del rio, e a fornire i bagnanti la biancheria per pochi centesimi».

Tutti gli anni i giornali riportavano un testo promozionale dei bagni pubblici, con tanto di regolamento. Ecco ad esempio un articolo del 1898, sempre da La Lanterna pinerolese: «Lo stabilimento dei bagni, fino a nuovo ordine, starà aperto in tutti i giorni della settimana dalle ore 10 ant. alle 12 e dalle 13 alle 21, a partire dal giorno di domenica 26 corrente. Per l'accesso agli spogliatoi nº 1 e 2 destinati agli uomini è fissata una tassa di cent. 20 quanto al 1º, con diritto ad un lenzuolo per asciugarsi, e di cent. 10 quanto al 2º, con diritto ad un solo asciugamano o salvietta. Gli accorrenti ai bagni dovranno tenere un contegno educato; essi dovranno svestirsi e rivestirsi nell'interno dei casotti loro assegnati. Gli uomini dovranno vestire un costume completo da bagno. A richiesta, il Concessionario provvederà le mutandine ed i costumi mediante il pagamento di cent. 5 per caduna delle prime e cent. 15 per i secondi. Sarà immediatamente accertata contravvenzione ed eseguita l'espulsione contro coloro che offendessero con atti, parole o segni la decenza, il buon costume e l'ordine pubblico».
Le donne dovevano portare un costume intero e avevano uno spogliatoio riservato.
Il concessionario non si assumeva responsabilità per i furti all'interno delle baracche. Non mancavano, infatti, i malintenzionati: «Il 27 giugno (del 1894, ndr), verso le ore 19, ignoti, da una giacchetta che Calvetti Cirillo aveva momentaneamente depositata in un camerino dello Stabilimento bagni del Follone, involarono un portafogli con lire 42 in biglietti».

Fonti: La Lanterna pinerolese, 9 luglio 1892, 7 luglio 1894 e 25 giugno 1898.

Immagine: Frammento di cartolina d'inizio Novecento, raffigurante i bagni pubblici al Follone di Pinerolo.

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