30 luglio 1882: incendio a Bricherasio, in fumo le diffidenze religiose

Il rogo avrebbe potuto distruggere tutte le proprietà della famiglia Geymonat alla Gioietta, nel Comune di Bricherasio, ai confini con San Secondo di Pinerolo. Era divampato nel primo pomeriggio, quando la maggior parte dei membri della famiglia era assente. In casa erano rimasti solo in quattro e non sarebbero sicuramente riusciti ad arginare le fiamme senza l’aiuto di tutti i vicini, accorsi in massa per soffocare l’incendio.
Un gesto spontaneo che si direbbe del tutto logico: eppure il fatto ebbe un grande rilievo sulla stampa locale, tanto da conquistare la prima pagina de L’Avvisatore alpino il 3 agosto. La ragione è presto spiegata: la famiglia Geymonat era valdese e i suoi possedimenti erano in una zona quasi completamente cattolica. E questo – nel 1882 – poteva essere ancora fonte di contrasti e fraintendimenti.
Uno dei membri della famiglia Geymonat volle scrivere un accorato resoconto per L’Avvisatore alpino, un foglio appena fondato, diretto da Giovanni Pietro Malan. Il racconto si concludeva, significativamente, con queste parole: «Non possiamo terminare senza rivolgere una viva e sincera parola di riconoscenza e di lode a quei 200 e più cattolici romani sollecitamente accorsi in aiuto di una famiglia protestante, mettendo così in pratica il comandamento di Dio: Ama il tuo prossimo come te stesso».
Ma cos’era successo? Erano le 14,30 del 30 luglio 1882 e i proprietari si accorsero che nel fienile si era sviluppato un incendio. Vedendo «una fiamma conica che divampante già s’innalzava fino alle travi», cercarono subito di salvare quanto potevano e di dare l’allarme. Decisivo fu l’aiuto di tutta la borgata: «In poco più di un quarto d’ora, grazie specialmente alle campane delle due cappelle più vicine, oltre 200 persone trafelate ed anelanti avevano già corrisposto al premuroso invito, e la maggior parte già lottava collo spietato nemico. Tutti quei buoni contadini avevano dimenticati e festa di Garzigliana e vespri per accorrere dove un grave pericolo richiedeva l’opera loro».
L’incendio fu domato e, tutto sommato, i danni furono limitati. Per la Gioietta e per Bricherasio fu una domenica memorabile, con tanto di lieto fine.

Fonti: L’Avvisatore alpino, 3 agosto 1882.

Immagine: Vedute di Bricherasio in una cartolina d'epoca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *