12 luglio 1890: una donna chirurga-dentista pioniera a Pinerolo

Negli ultimi 15 anni dell’Ottocento, raramente i dentisti erano “residenti” a Pinerolo o in Val Pellice. Arrivavano da Torino, concentrando i loro appuntamenti in una o due giornate al mese, generalmente la domenica.

Parliamo dei dentisti qualificati, laureati in medicina e chirurgia: cosa che non era affatto scontata, all’epoca. Ancora nella seconda parte del XIX Secolo, erano moltissimi i cosiddetti “cavadenti”, ambulanti che si mettevano a disposizione senza però avere grandi competenze specifiche. In altri casi, il mestiere era abbinato a quello del barbiere.

In Italia, il primo ordinamento della professione odontoiatrica risale alla Legge Ricasoli n° 2248 del 20 marzo 1865: per esercitare occorreva aver acquisito una «formazione universitaria». Ma per l’obbligo di laurea è necessario attendere il Regio Decreto n° 6850 del 24 aprile 1890 e per la sua definitiva applicazione addirittura il 1913, considerando – peraltro – che una sanatoria del 1912 consentì di proseguire a chi aveva svolto la professione senza laurea per almeno otto anni.

Sfogliando La Lanterna pinerolese del 12 luglio 1890 possiamo dire, perciò, che Pinerolo era “fortunata”. Vi operavano, infatti, il cav. Gervasio Marangoni, torinese, tutte le prime domeniche del mese in via Savoia; e poi i fratelli Casotti, torinesi, la terza e la quarta domenica del mese, sotto i Portici nuovi. Ebbene, tutti si fregiavano del titolo di chirurghi-dentisti.

Ma la vera notizia è che, da qualche tempo, viveva e lavorava in città (in via Duomo 3) una donna chirurga-dentista, Maria Ricca, «la quale guarisce qualunque sorta di malattie della bocca, pulisce, impiomba ed estrae qualunque sorta di denti, sopra-denti e radice di denti, ancorché siano stati spezzati o rifiutati da mal pratici operatori».

Maria Ricca vantava – nella réclame sul giornale – l’autorizzazione da parte della Regia Università di Napoli.

La chirurga-dentista, sicuramente tra le prime in Italia, era presente a Pinerolo almeno dalla metà del 1889 e la sua promozione, sempre uguale, compare ancora su La Lanterna pinerolese fino al 1892.

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