19 luglio 1929: la Val Pellice si ferma, in migliaia per accogliere il principe Umberto

Stando alle cronache del tempo, intrise di retorica (il regime fascista aveva “normalizzato” la stampa e spenta ogni voce contraria), l’intera valle «era parata a festa, come non si vide mai, per tutta la sua estensione: bandiere, pennoni, manifesti tricolori, ghirlande di fiori e di verzura, innumeri manifesti». Fin dalle prime ore del mattino, la quasi totalità della popolazione – rinunciando a lavorare – si era assiepata lungo la strada che dal ponte di Bibiana giunge a Bobbio Pellice.

L’occasione era l’arrivo del Principe di Piemonte, Umberto di Savoia, e del 92º Reggimento Fanteria, di cui era comandante, per il campo estivo. «Vecchi e giovani, uomini e donne, vestiti dei loro migliori abiti e del simpatico costume locale, si erano schierati lungo i 15 kilometri di percorso, pronti a gridare con tutta l’anima, all’apparire dell’Augusto Ospite e dei suoi superbi soldati, il loro entusiasmo, il loro affetto, la loro profonda devozione».

Diverse migliaia di persone, sindaci e industriali in testa, resero omaggio al principe ereditario, figlio del re Vittorio Emanuele III e della regina Elena. A Bobbio, la sera, si svolse una grande fiaccolata di benvenuto. Per la Val Pellice, la presenza estiva del 92º Reggimento Fanteria non era solo un onore, ma anche un’occasione di guadagno, per l’indotto creato dalla presenza dei militari.

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