26 luglio 1912: guerra di Libia, i pensieri di un nostro antenato al fronte

In genere, la guerra di Libia occupa appena qualche paragrafo nei manuali. Fu tuttavia una sorta di anticipazione della prima guerra mondiale e, secondo alcuni storici, contribuì a crearne i presupposti, cambiando gli equilibri su cui poggiava la “pace” europea.

I resoconti inviati nel luglio 1912 da M.d.T. all’Avvisatore alpino, rappresentano una testimonianza preziosa di come un torrese di buona cultura – per certi versi un “antenato” di tutti noi – interpretasse l’avventura tripolina fortemente voluta da Giolitti.

In queste righe si nota, indubbiamente, il forte senso di superiorità dell’italiano nei confronti delle popolazioni locali; il paternalismo del borghese benestante (verosimilmente un ufficiale) nei confronti dei soldati; la rabbia nazionalistica nei confronti delle altre Nazioni europee, che contrastavano le velleità coloniali dell’Italia; la capacità di scrittura di un uomo colto, capace di descrizioni coinvolgenti.

È una lettura che turba, per la distanza di valori tra oggi e 108 anni fa. Ma la riteniamo interessante, per capire meglio le ragioni e le reazioni a quella strana guerra, in cui combatterono diversi valligiani e pinerolesi (molti anche come militi della Croce Rossa).

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