29 marzo 1924: il desiderio dell’uomo forte prelude alla dittatura

Quelle del 1924 furono le ultime elezioni multipartitiche prima della trasformazione dell’Italia in uno Stato totalitario. Benito Mussolini, tuttavia, era già presidente del Consiglio da un anno e mezzo e riuscì a condizionare pesantemente l’esito del voto. Intimidazioni, calorosi “suggerimenti”, minacce, sedi dei giornali devastate, richiami alla necessità di un “uomo forte” per riportare l’ordine… Il clima elettorale favorì nettamente il largo successo della Lista Nazionale, dominata dai fascisti, che raggiungerà il 64,9% dei suffragi, contro il 9,0% del Partito Popolare Italiano e il 5,9% del Partito Socialista Unitario.

Nell’ultimo numero prima della chiamata alle urne, La Lanterna pinerolese, che pure era stato un settimanale liberal-progressista, raccontò con toni entusiastici la visita nel nostro territorio del deputato fascista Edoardo Torre, cui nel 1922 Mussolini aveva assegnato il compito di riorganizzare le Ferrovie. Torre si era mosso in modo brusco e privo di scrupoli: per stroncare gli scioperi dei ferrovieri che gli si opponevano, ne aveva fatti licenziare 43.000 per «scarso rendimento».

La Lanterna – il 29 marzo 1924 – racconta nel dettaglio le festose accoglienze riservate a Torre nelle Valli Chisone e Germanasca, ma anche a San Secondo (con tanto di foto), Bricherasio, Luserna San Giovanni, Bobbio Pellice, Villar Pellice e Torre Pellice. «L’accoglienza che gli venne fatta è stata cordiale ed entusiastica sì da infondere nell’animo del Ministro la convinzione che le nostre Alpi, le quali tanti eroi hanno dato alla Patria, non sono terre per la pianta velenosa dell’anarchia».

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