9 giugno 1882: il giornale del professore rimasto senza cattedra

Il 9 giugno 1882 esce il primo numero de L’Avvisatore alpino, nuovo settimanale della Val Pellice di orientamento liberale. L’iniziativa è di un ex insegnante della Scuola Normale di Torre Pellice: Giovanni Pietro Malan. Rimasto senza lavoro a causa della chiusura dell’istituzione scolastica, si era reinventato imprenditore e tipografo: era stato lui a fondare la tipografia Alpina, nel 1880. Due anni dopo, intuendo le possibilità di sviluppo di una testata giornalistica dedicata alla Val Pellice, lancia L’Avvisatore alpino, di cui sarà proprietario e direttore per nove anni.

Il giorno in cui Malan tiene in mano la prima copia del suo settimanale, fresca di stampa, ha 35 anni, essendo nato a Torre Pellice il 7 dicembre 1846. La sua famiglia era piuttosto modesta: il padre, Jean Pierre, era panettiere. Studente del Collegio valdese, non aveva potuto completare gli studi in valle perché – per ragioni economiche – era stato costretto a emigrare in Olanda, dove aveva lavorato come istitutore. Parallelamente, era riuscito a conseguire il diploma all’estero. Rientrato nelle Valli valdesi, si era dedicato finché aveva potuto all’insegnamento. Poi la svolta giornalistica.

L’Avvisatore alpino – che tradisce chiari intenti pedagogici nei confronti dei lettori – avrà una linea vicina agli interessi della buona borghesia valdese: monarchica, filo-governativa, eppure attenta alle esigenze delle classi meno agiate. Le prime rivendicazioni operaie, ad esempio, saranno assecondate, sia pure in termini paternalistici e chiaramente anti-socialisti. «L’atteggiamento verso la classe operaia è moralistico, volto a comprendere le sue condizioni, ma non a tollerare la protesta», è l’analisi, ad esempio, di Lorenzo Tibaldo. La società borghese, per Malan, avrebbe dovuto migliorare se stessa, rendendo meno dura la condizione dei lavoratori.

L’Avvisatore alpino avrà un ruolo cruciale nell’informazione in Val Pellice dal 1882 al 1926, quando sarà soppresso dal regime fascista (come molte altre testate non allineate). Rinascerà nel secondo dopoguerra, per un breve periodo, assumendo posizioni socialisteggianti, mentre Il Pellice – il settimanale “rivale” – compirà il percorso opposto, da foglio radicale (nato nel 1910) a organo d’informazione della Val Pellice liberale.

Fonti: Dizionario biografico dei protestanti in Italia, Società di Studi valdesi; Giulio Giordano, L’Avvisatore alpino, Pinerolo, Alzani, 2006.

Immagine: La prima testata de L’Avvisatore alpino e la foto di Giovanni Pietro Malan, il fondatore.

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