Coronavirus (7), chiavi di lettura, numeri e “scorciatoie”

Venerdì 10 aprile 2020 il premier Giuseppe Conte ha parlato alla nazione, prolungando il lockdown al 3 maggio.

I numeri diffusi quotidianamente dalla Protezione civile negli ultimi giorni hanno registrato una flessione che però è ancora ritenuta non sufficiente per riaprire tutte le attività produttive e permettere alle persone di uscire di casa.

Da martedì, tuttavia, riapriranno cartolerie, librerie e negozi per bambini. Nel frattempo, come ogni settimana, vi forniamo qualche spunto di lettura.

Sul suo blog Anna Maria Testa parla delle “scorciatoie” che a volte il nostro cervello imbocca. Hanno a che fare (anche) con il motivo per cui in questi giorni il web è pieno di persone che, nei panni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, del Governo o del sindaco del proprio Comune avrebbero fatto diversamente. E in parte col perché, nonostante la vicinanza geografica, molti Paesi europei abbiano sottovalutato a lungo l’epidemia da coronavirus.

Anche Luca Sofri, direttore de Il Post, si inserisce in questo filone, con un pezzo sul suo blog che affronta la nostra (in)capacità di aver a che fare con l’incertezza.

In questi giorni Wired ha scelto di dare meno peso al bollettino quotidiano della Protezione civile. Qui ha spiegato il perché. Nell’articolo di seguito, invece, prova a rielaborare i dati sulla mortalità, confrontandoli con lo stesso periodo dello scorso quinquennio.

Su Il Tascabile il giornalista esperto di tecnologia, politica e società Andrea Daniele Signorelli riflette sulla presunta contrapposizione tra diritto alla salute e diritto alla privacy, in riferimento al “tracciamento sociale” sperimentato nelle scorse settimane in Oriente e a cui l’Italia guarda con interesse.

Infine, Arnardo Greco su Rivista Studio parla del nostro bisogno di trovare una morale a tutto (sarà anche questo un bias cognitivo?)

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