Coronavirus (3), Italia “zona protetta”: ecco le linee guida

Abbiamo già parlato dell’argomento in questi articoli:
Coronavirus (1), norme severe ma no alla psicosi (del 23 febbraio)
Coronavirus (2), è il momento della responsabilità (dell’8 marzo)

Da martedì 10 marzo 2020 tutta l’Italia è in zona arancione. Domenica è entrato in vigore il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che istituiva una “cintura di sicurezza” attorno alla Lombardia e a 14 province in Veneto, Emilia Romagna e Piemonte per il contenimento del coronavirus. Meno di 48 ore dopo, un secondo documento ha esteso i provvedimenti a tutto il Paese.

Fino al 3 aprile vivremo quindi in una condizione restrittiva per cercare di ridurre il contagio e salvare il Servizio sanitario nazionale. Non sarà facile e richiederà piccoli e grandi sacrifici. Di seguito proviamo a riassumere i punti principali, con la consapevolezza che la situazione è in divenire e che potrà cambiare nelle prossime ore.
Gli uffici comunali sono aperti unicamente su appuntamento.

Come funzionano gli spostamenti

Per le prossime tre settimane saranno limitati i nostri spostamenti. È importante ricordare che il provvedimento riguarda le persone fisiche e non le merci. Quindi i negozi continueranno ad essere riforniti regolarmente e potremo acquistare i generi di prima necessità.
Si potranno spostare le persone che devono raggiungere il posto di lavoro (per tutte quelle mansioni in cui non è possibile attivare il telelavoro), chi si deve muovere per ragioni di salute e naturalmente per le emergenze. Le forze dell’ordine potranno controllare chi si sposta sia con un mezzo proprio sia con i mezzi pubblici per chiedere dove sta andando. Si dovrà probabilmente compilare (anche sul momento) un modulo di autocertificazione simile a questo, che il Ministero dell’Interno aveva messo a disposizione della Lombardia e delle 14 province arancioni.

Non esiste nessun obbligo di rimanere chiusi in casa per 20 giorni. Il problema, come avevamo spiegato qui, sono gli assembramenti di persone. Si può quindi uscire tranquillamente per fare la spesa, una corsetta o semplicemente prendere una boccata d’aria. Sarebbe importante farlo in solitaria. Se questo non è possibile, va mantenuto il metro di distanza.

Negozi e locali resteranno aperti?

Bar e ristoranti potranno aprire dalle 6 alle 18 se saranno in grado di garantire il metro di distanza tra gli avventori (niente colazione al banco, per intenderci). I titolari che non si atterranno alla disposizione si vedranno sospesa la licenza. Molte attività all’interno della zona arancione di domenica (Lombardia e 14 province) hanno scelto di chiudere in questo periodo, per tutelare al meglio la salute pubblica. La speranza è che il loro danno economico sia riconosciuto dal Governo quando tutto questo sarà passato.

Anche a Pinerolo (e nel resto del territorio) sono numerose le attività che hanno deciso di lasciare abbassata la serranda in via precauzionale.

Anche i negozi devono garantire il metro di distanza tra i clienti, anche se in questo caso la sanzione non è così pesante come per i bar e i ristoranti. È possibile che nei prossimi giorni vediate comparire cartelli sulle vetrine che indicano il numero massimo di persone che può entrare, oppure che fanno appello alla responsabilità individuale: se vediamo che in un negozio di medie dimensioni ci sono più di quattro o cinque persone, attendiamo il nostro turno fuori (sempre a un metro dagli altri clienti). Con la collaborazione di tutti riusciremo a superare questo momento complicato.

E i centri commerciali?

I centri commerciali saranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi (sabato e domenica), ad eccezione di farmacie, parafarmacie e attività che vendono generi alimentari. All’interno dei centri commerciali, quindi, saranno sempre aperti quei negozi che vendono beni di prima necessità. Ovviamente anche in questo caso dovranno sottostare alla norma del metro di distanza.

Riassumendo…

Ecco un piccolo vademecum condiviso dal sindaco di Luserna San Giovanni Duilio Canale sui comportamenti da mettere in atto e sulle regole da seguire.

Letture consigliate

Come sempre vi diamo qualche spunto di lettura per capire meglio il fenomeno e riflettere su quello che sta succedendo.

Qui Paolo Giordano sul Corriere della Sera spiega perché è importante e responsabile che le misure siano estese a tutta Italia (e lo fa prima che la decisione venisse presa).

Qui Davide Piacenza su Wired intervista David Quammen, un autore americano che ha scritto, tra le altre cose, Spillover, sull’evoluzione delle pandemie.

Qui Giancarlo Sturloni su Oggiscienza parla degli scenari possibili: capire ciò che potrebbe succedere è l’unico modo per poterlo prevenire.

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