Coronavirus (1), norme severe ma no alla psicosi

Parliamo dell’argomento in questi articoli:
Coronavirus (2), è il momento della responsabilità (dell’8 marzo)
Coronavirus (3), Italia “zona protetta”: ecco le linee guida

(del 10 marzo)

Da domani, 24 febbraio 2020, saranno attuate anche in Piemonte le disposizioni per limitare la diffusione del coronavirus. Queste misure sono contenute nell’ordinanza firmata in serata dal presidente della Regione Alberto Cirio e dal ministro della Sanità Roberto Speranza.
Il documento segue quanto già approvato in regioni come Lombardia e Veneto e prevede, per una settimana, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, la sospensione di eventi e manifestazioni di qualunque tipo (comprese quelle sportive, ludiche e religiose), la chiusura di musei e luoghi della cultura e lo stop delle gite scolastiche (in Italia e all’estero). Chi arriverà in Piemonte da zone considerate a rischio dovrà inoltre recarsi obbligatoriamente al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente essere controllato.

È lo stesso presidente Cirio, in serata, a comunicare via Facebook i contenuti dell’ordinanza appena firmata:

Il Comune di Pinerolo ha comunicato, oltre alle disposizioni contenute nell’ordinanza regionale, di aver predisposto in via precauzionale la chiusura del Posto Giusto (Centro Diurno), di Loft Pinerolo Urban Box, dell’Istituto Civico Corelli, dei Centri d’Incontro e della Biblioteca, oltre alla sospensione dell’attività sportiva in tutti gli impianti comunali, comprese le palestre comunali e della Città Metropolitana.

La situazione del coronavirus in Piemonte

Nella serata del 23 febbraio i casi accertati di contagio in Piemonte sono tre e non sei, come circolato nelle ultime ore. I tre cittadini cinesi residenti a Cherasco sono infatti risultati negativi al secondo tampone effettuato.
Il numero di persone infette, al momento esiguo, potrebbe aumentare nelle prossime ore.
La Regione Piemonte fornisce informazioni ufficiali in una sezione apposita del proprio sito, accessibile a tutti.
Il virus non è particolarmente aggressivo, ma si diffonde molto velocemente. Per questo chi risulta positivo, anche se sta bene, deve essere isolato per due settimane (la durata dell’infezione).

La gestione della paura

Un virus per il quale non esiste vaccino, che ha provocato delle morti e che sta contagiando anche molti connazionali va sicuramente preso sul serio. Le misure adottate, in particolare nel basso lodigiano (in Lombardia), dove circa 50.000 persone residenti in 10 Comuni sono state completamente isolate, possono spaventare.
Tuttavia, è bene mantenere la razionalità e non farsi sopraffare dalla psicosi. Il virus è infettivo ma ha una letalità bassa.

In queste ore la politica ha dovuto compiere scelte importanti su una questione nuova e in divenire, di cui non si conoscono tutte le sfumature. L’appello che arriva da più parti (dagli amministratori, ma anche dagli scienziati) è uno solo: seguire le regole, sopportando qualche disagio e dando prova di responsabilità collettiva. Contenere il virus è importante perché permette al Sistema sanitario di gestire i casi di infezione senza esserne sopraffatto.

Prima di acquistare mascherine (che sono utili solo se una persona ha il virus, per non infettare chi le sta intorno) e di riempire il carrello al supermercato, è bene mettere in pratica alcuni semplici comportamenti, come suggerito dallo stesso Ministero della Salute.

Sempre il Ministero della Salute ha raccolto qui le risposte alle domande più frequenti sul coronavirus, sui sintomi, sulle modalità di trasmissione e sui comportamenti da adottare.

Qualche spunto di lettura

Siamo una testata locale e non abbiamo la presunzione di fare informazione scientifica. Possiamo però consigliarvi alcune fonti attendibili che possono aiutarci a farci un’idea di quale sfida ci troviamo di fronte. Se la capiamo, riusciremo anche ad affrontarla meglio.

Questo articolo di Oggiscienza ricostruisce come nasce un’epidemia. Il coronavirus è quella che ci tocca più da vicino, ma negli ultimi anni nel mondo abbiamo avuto l’Ebola, la Sars, l’influenza aviaria…

Sulla letalità del coronavirus, vi segnaliamo questo articolo di Wired, che fa il punto su alcuni aspetti scientifici, a prescindere dalla cronaca spiccia.

Il giornalista scientifico Pietro Greco su Strisciarossa riflette – con l’aiuto di alcuni esperti – sullo scenario migliore e su quello peggiore. Sulla comunicazione del rischio e su quanto dovremmo preoccuparci.

Anna Maria Testa su Internazionale mette in fila sette cose che possiamo imparare dal coronavirus. La maggior parte ha poco a che fare con la sanità e molto con i nostri stili di vita.

https://www.internazionale.it/opinione/annamaria-testa/2020/02/03/cosa-insegna-coronavirus”

Infine, in questo recente messaggio Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università statale di Milano e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi del capoluogo lombardo, fornisce un quadro della situazione attuale.

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