C’è stata un’epoca in cui gli alunni delle scuole elementari
erano premiati alla presenza del sindaco e di diversi consiglieri comunali.
Soprattutto – seguendo uno stile che ricorda certe pagine deamicisiane – la
maestra spendeva in quelle occasioni parole patriottiche, auspicando di aver
saputo plasmare al meglio futuri valenti soldati. Avvenne, ad esempio, a
Luserna San Giovanni, domenica 13 ottobre 1912, nella «maggior aula scolastica
del paese» (i giornali dell’epoca non specificano quale fosse).
Si era da poco conclusa la guerra italo-turca, con la
conquista della Tripolitania e della Cirenaica: un conflitto in cui avevano
perso la vita alcuni combattenti della valle nonché diversi militi (così si
chiamavano allora) della Croce Rossa di Torre Pellice.
È in questo contesto che la signorina Celestina Garra,
maestra elementare, tenne di fronte al sindaco di Luserna San Giovanni Alessio
Jalla e ad altri esponenti dell’Amministrazione comunale, ai genitori e ai
bambini meritevoli, un «ispirato discorso sui doveri dei giovani alunni delle
nostre classi che saranno un giorno chiamati ad essere cittadini e soldati
italiani», concludendo augurando il bene «alla nostra Patria diletta».
Non mancarono – si legge tra le righe delle cronache – motivi di tensione tra i
docenti. Parlò «come più vecchio degli insegnanti il maestro Cuatto, che porge
con un dire un po’ veemente e polemico il benvenuto alla nuova eletta maestra
di quarta, signorina Long».
Il direttore didattico professor Giuseppe Long procedette in
seguito alla proclamazione dei promossi e – insieme al sindaco – alla
distribuzione dei premi.
Nel precedente anno scolastico, gli alunni «assidui» alle
«scuole regolari» furono 508, cui vanno sommati i 160 che avevano frequentato
le lezioni alle scuole di quartiere. Dei 668 alunni totali, solo 390 erano
risultati «approvati nelle due sessioni di esami». La percentuale di bocciati e
non ammessi era dunque superiore al 41%!
Alla «modesta festicciola» accorsero naturalmente diversi genitori degli alunni, «dolenti solo che lo spazio li costringesse ad essere non troppo “à leur aise” nella sala».
Fonti:
La Lanterna pinerolese, 19 ottobre 1912.
Immagine:
Un gruppo di bambini di Luserna San Giovanni nei primi anni del XX Secolo. La
foto, di autore anonimo, è custodita presso l’Archivio fotografico valdese.